martedì 27 maggio 2014

Perché la riapertura delle case chiuse è una pessima idea




 

Zéro Macho

https://fr-fr.facebook.com/pages/Z%C3%A9roMacho/147617508668439

 

Nel mese di marzo, la Commissione Affari Istituzionali della Regione Lombardia ha approvato a maggioranza, con il voto determinante del Movimento Cinque Stelle, la proposta avanzata da Lega, Lista Maroni, Forza Italia e Partito dei Pensionati, di indire una consultazione popolare per l'abrogazione parziale della legge Merlin. La riapertura delle case chiuse è un  cavallo di battaglia   del Carroccio che ora punta ad ottenere il referendum abrogativo  attraverso la richiesta di cinque consigli regionali. Nella malaugurata ipotesi  che si giungesse all'approvazione di un simile referendum, si creerebbe una situazione disastrosa per le donne prostituite e non si riuscirebbe neppure a conseguire il fine perseguito ufficialmente dalla Lega: quello di eliminare la prostituzione di strada per ragioni di "decoro" e di "ordine pubblico", ragioni da respingere con assoluta fermezza. Lo dimostra questa raccolta di brani e di "prove" dell'associazione Zéro Macho, un'organizzazione francese di uomini pro-femministi sostenitori dell'abolizionismo. Mi piacerebbe che vi soffermaste a leggere con particolare attenzione le testimonianze delle sopravvissute alla prostituzione che hanno operato nei bordelli e che ci informano di quanto sia insicuro l'esercizio della prostituzione indoor (al chiuso) e di come, in questi locali, l'intensità dello sfruttamento possa raggiungere livelli intollerabili. Vorrei inoltre che poneste attenzione al dato sugli omicidi di donne prostituite nei Paesi Bassi:  una cifra davvero clamorosa, soprattutto se raffrontata a quella della Svezia. La questione andrebbe meglio approfondita, ma quel che è certo è che il dato riportato è eclatante.
 
1. Le case chiuse non eliminano la prostituzione di strada. Al contrario: là dove esistono i bordelli, la prostituzione di strada esplode e proliferano gli spazi dove viene esercitata illegalmente.
Spagna: A La Jonquera, l'apertura delle case chiuse si è tradotta in un'esplosione della prostituzione di strada pure illegale in certe località. "Esse [le prostitute] sono assoggettate a potenti reti di prosseneti. Queste reti si disputano, talvolta con violenza, le migliori postazioni. Le rotonde, dove le auto sono obbligate a rallentare, sono le più ricercate. Ogni rotonda "appartiene" a una rete". [L'indépendant, 13/10/2012] [..]
 
Svizzera: Nel 1999 il quotidiano di Zurigo: Blick ha scritto che la Svizzera aveva la più alta densità di case chiuse d'Europa. Malgrado ciò " i lupanari illegali si sono moltiplicati come funghi [...] Sappiamo in realtà che queste donne sono sempre accompagnate da un protettore che si fa passare per un amico o un parente e che amministra tutti i loro guadagni" (Suisseinfo, "Une nuit au bordel", 27 novembre 2012) http://www.swissinfo.ch/fre/societe/Une_nuit_au_bordel.html?cid=33993026
E la prostituzione di strada esplode, anche là dove non è autorizzata. Così, a Ginevra c'erano 800 persone prostituite nel 2004 e 4140 nel 2011 senza contare le donne senza permesso di soggiorno. "Siamo in un quartiere senza legge. Con tutti quei trafficanti, tutte quelle risse ed aggressioni, i clienti hanno paura!"  esclama Marina che non vuole più lavorare di notte. Troppa insicurezza. Troppi rischi. "Certe sere sembra di essere nel dipartimento della Seine-Saint-Denis [ n.d.t. letteralmente nel 93: il codice postale di questo dipartimento della Francia, caratterizzato da un elevato tasso di criminalità e di violenza http://fr.wikipedia.org/wiki/Seine-Saint-Denis#S.C3.A9curit.C3.A9_et_d.C3.A9linquance], prosegue Jérôme, proprietario del sex center di via Charles-Cusin [Le Matin, "C'est la crise chez les prostituées", 3-4-2012]  http://www.lematin.ch/suisse/c-crise-prostituees/story/17496367
 
Paesi Bassi: Nel 2010, il "RIEC Noord-Holland", organo di governo incaricato della prevenzione della criminalità, ha  rivelato in uno studio che solo il 17% degli annunci pubblicitari riguardanti la prostituzione pubblicati sui quotidiani e su Internet facevano riferimento a un locale del settore legale dell'industria del sesso.
http://www.hetccv.nl/binaries/content/assets/ccv/instrumenten/prostitutiebeleid/noord-holland_methodiek_inzicht_prostitutiebranche.pdf
 
Germania: In alcune città tedesche, la prostituzione in strada è diventata così massiccia, che sono stati creati appositi segnali stradali. In altre città (Bonn...) sono stati installati dei parcometri per peripatetiche.
Francoforte: proliferano i luoghi dove la prostituzione viene esercitata illegalmente a fianco dei locali legali. Un poliziotto di Francoforte osserva che se nel più grande bordello del quartiere rosso della città si prostituiscono 140 persone, più di 500 si prostituiscono nelle vie del quartiere della stazione (Deustche Welle).
Monaco: nel 2001, c'erano 1226 prostitute nella capitale bavarese, il 75% delle quali tedesche. Nel 2011  sono 2881, solo il 25% delle quali tedesche.
Augusta: "Nel corso del 2012, la prostituzione di strada è drammaticamente cambiata. Tutto ad un tratto sono giunte in misura massiccia donne dell'Europa dell'Est, dell'Ungheria, della Romania e della Bulgaria. E non arrivavano sole....si vedevano chiaramente i loro prosseneti e i loro trafficanti. Le strade sono state invase da bande di magnaccia che si facevano fuori reciprocamente. Si sono avuti casi atroci di estorsioni, rapimenti e casi di tratta.  [..] Parecchie donne hanno infine testimoniato  che questi uomini le sfruttavano ricorrendo alla forza. Ma queste donne hanno testimoniato solo dopo che i loro prosseneti sono finiti dietro le sbarre. Prima di allora, erano terrorizzate...Il 90% di queste donne non ha scelto liberamente la prostituzione. Vi sono state costrette in diversi modi. Circa l'80% di queste donne sono straniere, originarie soprattutto degli Stati dell'Est e della Romania" (Helmut Sporer, commissario generale della polizia criminale, Augusta) http://ressourcesprostitution.wordpress.com/2014/02/12/56/
 
Australia: A Victoria, i bordelli illegali (400) sono quattro volte più numerosi di quelli legali.
 
2. La maggior parte dei bordelli sono luoghi violenti, di traffici e di tratta e non offrono alcuna sicurezza. La maggior parte delle prostitute sono assoggettate ai magnaccia.
Paesi Bassi: Dal 50% al 90% delle persone prostituite subiscono forme di coercizione (KLPD - Dienst Nationale Recherche, Politie, Korps landelijke politiediensten, Schone Schijn (Salvare le apparenze), 2008, p.13-15). "I piccoli criminali del luogo cedono il posto ad organizzazioni criminali solide coinvolte nella tratta degli esseri umani, nel traffico di droga, negli omicidi e in altri crimini" (Job Cohen, sindaco di Amsterdam dal 2001 al 2010. Intervista rilasciata al New York Times). Nel 2011, il vicesindaco di Amsterdam: Lodewijk Asscher  dichiarò che la depenalizzazione dello sfruttamento della prostituzione era un "errore nazionale" e che il governo era stato "terribilmente ingenuo". "Ci siamo resi conto che la situazione è peggiorata. La legalizzazione è servita soltanto ad occultare la tratta degli esseri umani" (Marijke Jansen-Shahsavai, consigliere municipale). http://www.tageblatt.lu/nachrichten/story/12965920
Il poliziotto Henk Werson afferma che le persone prostituite, anche se atrocemente sfruttate e picchiate dal loro magnaccia, (come hanno rivelato le intercettazioni telefoniche e le sue  dirette constatazioni ), testimoniano assai difficilmente contro di loro, perché le vittime si trovano avvolte in una trama di dipendenze, di sfruttamenti e di minacce. (Le traumatisme des victimes de trafic humain aux Pays Bas http://www.rnw.nl/afrique/article/le-traumatisme-des-victimes-de-trafic-humain-aux-pays-bas)
Aggiungo a queste informazioni di Zéro Macho il fatto che ogni anno vengono riciclati nei Paesi Bassi 18,5 miliardi di Euro. Il 10% di questo denaro deriva dal gioco d'azzardo e dallo sfruttamento della prostituzione. [Gemeente Amsterdam, Ministerie van Veiligheid en Justitie, Projectgroep Emergo, De gezamenlijke aanpak van de zware ( georganiseerde) misdaad in het hart van Amsterdam, cit., p.68.] Più della metà dei coffee shop e delle vetrine dove si esercita la prostituzione ad Amsterdam è risultato essere di proprietà di bande criminali organizzate e di gruppi mafiosi provenienti, oltre che dall'Olanda, da Stati dell'Europa orientale, in particolare dalla Bulgaria e dall'Ucraina. E' per questo motivo che le autorità comunali hanno deciso di procedere alla chiusura di 200 dei 480 bordelli con vista su strada della città [http://www.digitaljournal.com/article/265520; http://www.telegraph.co.uk/travel/travelnews/8961513/Amsterdam-an-end-to-the-red-light-district.html]
 
Germania: Hohmann, commissario e direttore del servizio d'inchiesta sulla prostituzione a Stoccarda da 14 anni: "Dal 95% al 97% delle persone prostituite in Germania hanno un magnaccia. Sono vittime, ma non testimoniano. Ogni volta che una donna esce con un occhio nero, vi spiega: "Non è un magnaccia, è un mio amico! Gli offro i miei soldi con piacere!". La legge sulla prostituzione presenta anche un errore decisivo di costruzione. E' una follia, è  negazione totale della realtà. Qui abbiamo a che fare soprattutto con donne impaurite e subordinate ai magnaccia" http://caloupile.blogspot.it/2012/01/les-proxenetes-sont-comme-coq-en-pate.html
Christian Zahel, capo  dell'ufficio sulla criminalità organizzata del Land della Bassa Sassonia dichiara: "9 su 10 sono costrette a prostituirsi" http://www.massimolizzi.it/search?q=germania+bordello+d%27europa&searchsubmit=
Detlev Ubben, Commissario capo di Amburgo: "Il 95% delle prostitute tedesche non lo sono per libera scelta" http://www.emma.de/artikel/hamburger-kommissar-95-prozent-sind-opfer-263727
 
Spagna: Dal rapporto del 2014 del Parlamento Europeo "Sexual exploitation and prostitution..." , pp.47-52:  "Secondo le autorità, il fenomeno della tratta a fini di sfruttamento sessuale in Spagna è chiaramente legato alla prostituzione. Si stima che il 90% delle donne prostituite in Spagna potrebbe  essere sotto il giogo di reti criminali organizzate. Tra il 2010 e il 2012, almeno 20 prostitute sono state assassinate in Spagna, nella maggior parte dei casi, con una brutalità estrema. Questa cifra rappresenta il 5,6% dei femminicidi commessi nel corso di questo periodo. In 14 casi  gli autori erano clienti" http://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/etudes/join/2014/493040/IPOL-FEMM_ET(2014)493040_EN.pdf
 
"Quindici anni fa le prostitute erano quasi tutte spagnole. Non ce n'è quasi più una. Le ragazze sono soprattutto romene, bulgare, russe, ucraine, brasiliane, nigeriane, nella maggior parte dei casi condotte qua da gruppi mafiosi  coinvolti nella tratta degli esseri umani" riassume il poliziotto. "La regolamentazione dei clubs, infatti, va a profitto soprattutto dei magnaccia diventati imprenditori", ritiene il sociologo francese Dominique Sistach, che ha studiato il caso catalano di prostituzione di massa. Per lui "la deriva mafiosa salta agli occhi nella regione, in primo luogo per la visibilità del traffico di stupefacenti e gli arresti dei capi della mafia, russi o italiani, arrivati qua non per profittare degli effetti dei raggi UV, ma per riciclare il denaro sporco" [La Depèche, 27/11/2013 http://www.ladepeche.fr/article/2013/11/27/1761979-a-la-junquera-on-raille-le-projet-de-loi.html]
 
"A La Jonquera  nel dicembre 2012  è stato lanciato dell'esplosivo contro un bordello per un regolamento di conti tra gruppi mafiosi. Poi il 23 dicembre  cinque uomini armati e con il passamontagna hanno piazzato un'autobomba davanti al locale:  conteneva un chilo di tritolo e due bombole del gas. Il sindaco vorrebbe chiudere i bordelli, ma è impossibile, in quanto la prostituzione è legale" (Le Parisien,  6-1-2013)  http://www.leparisien.fr/faits-divers/video-la-jonquera-rififi-autour-d-une-maison-close-en-catalogne-06-01-2013-2457529.php
 
"Più di 200 minorenni romene erano state attratte in Spagna  dalla promessa di fare le baby sitter o di accudire gli anziani. Ma dopo il loro arrivo a La Jonquera, i magnaccia le hanno costrette a prostituirsi nei mega-bordelli. I magnaccia "le minacciavano, le picchiavano e le stupravano in continuazione, mantenendole in uno stato di semi-schiavitù e obbligandole a lavorare 13-14 ore al giorno". Gli inquirenti hanno scoperto 101.290 euro, un fucile, una pistola, munizioni e diversi coltelli. http://www.franceinfo.fr/faits-divers/un-reseau-de-proxenetes-demanteles-a-la-frontiere-espagnole-899039-2013-02-21 http://www.lindependant.fr/2013/02/21/215-jeunes-prostituees-roumaines-travaillaient-en-esclaves-au-dallas,1729517.php
 
Francia: Ben prima della legge Marthe Richard  del 1946 sulla soppressione delle case chiuse, negli anni Venti comuni come quello di Colmar, di Strasburgo, di Nancy... avevano fermato di propria iniziativa l'attività delle case chiuse perché esse erano il ritrovo del crimine organizzato, il luogo ove si svolgevano traffici di ogni genere. Erano spazi dove regnava la violenza e l'insicurezza e luoghi che alimentavano la tratta.
 
3 Gli omicidi delle persone prostituite sono aumentati dopo la legalizzazione dei bordelli nei Paesi Bassi
Dal 1998 al 2013  si sono avuti 127 omicidi di persone prostituite nei Paesi Bassi, mentre tra il 1992 e il 2004 si sono avute 50 persone prostituite assassinate. ( I periodi 1992/2004 e 1998/2013 si accavallano e non sono identici, ma tenuto conto dell'enorme differenza di omicidi, questi dati dimostrano che la mortalità delle persone prostituite è aumentata nei Paesi Bassi dopo la legalizzazione dei bordelli nel 2000).
In confronto, in Svezia dal 1998 al 2013 si è avuto un solo omicidio di una persona prostituita [n.d.t. uccisa dall'ex coniuge e non da un cliente o da un magnaccia]
Fonte : Irlanda del Nord : Rapporto Ufficiale (Hansard), Sessione: 2013/2014, Data: Giovedì, 09 January 2014. Commissione giustizia : Tratta e sfruttamento della prostituzione,  Mr Wells, pagina 5 del rapporto:
"Lei ha giustamente ricordato la tragedia  di Petite Jasmine. [n.d.t uccisa dall'ex coniuge, non da un cliente o da un magnaccia] Questo è un caso molto triste. Ne siamo consapevoli. E' successo in Svezia e dal 1998 è l'unico caso di prostituta uccisa nel Paese. In Olanda, nello stesso periodo - come certamente Lei sa la prostituzione in Olanda è stata legalizzata e regolamentata - ci sono stati 127 omicidi di prostitute. Date queste statistiche, perché mai le prostitute dovrebbero considerarsi più protette, se la prostituzione venisse legalizzata?" http://www.niassembly.gov.uk/Documents/Official-Reports/Justice/2013-2014/140109_HumanTraffickingetcBill(InternationalUnionofSexWorkers).pdf

"Dal 1992 al 2004 si sono avuti 50 omicidi di donne prostituite nei Paesi Bassi" [Richard Poulin, sociologo canadese http://www.ledevoir.com/societe/actualites-en-societe/297396/decriminalisation-de-la-prostitution-un-choix-social-et-non-individuel]
 
4. La condizione delle persone prostituite è peggiorata nei bordelli
La ricerca di Daalder commissionata dal Ministero della Giustizia rivela che:
- "non si sono avuti miglioramenti della condizione delle prostitute",
- "il benessere psicologico delle prostitute è diminuito rispetto al 2001",
- "è aumentato l'uso di sedativi".
Le richieste di uscita dalla prostituzione sono numerose, ma solo il 6% dei comuni propone progetti di supporto di tale domanda.
Daalder, A. L. (2007). Prostitution in The Netherlands since the lifting of the brothel ban [English version]. The Hague : WODC / Boom Juridische Uitgevers.
 
Germania: L'assistente sociale Weppert rende questa testimonianza: "Le condizioni di lavoro delle donne prostituite sono peggiorate negli ultimi anni: in genere esse sono obbligate a praticare molti più rapporti sessuali in condizioni più rischiose (spesso senza preservativo) e per un compenso inferiore a quello di dieci anni fa" [Dossier di Der Spiegel, http://consumabili.blogspot.it/2013/07/la-germania-e-i-diritti-dei-magnaccia.html]
 
5. Testimonianze sulle case chiuse
"Quando ho rifiutato [le richieste dei clienti] sono stata stuprata e picchiata [...] Molte persone e organizzazioni vogliono farvi credere che la legalizzazione della prostituzione apporterà miglioramenti alla condizione delle donne nel mercato del sesso. Sono stata nei bordelli legali ed illegali del Nevada, ho visto quel che vi succede e vi ho perso delle amiche. Legalizzare la prostituzione non fermerà la violenza esercitata nei confronti delle donne nell'industria del sesso" Chong Kim, sopravvissuta alla prostituzione
 
"Ho lavorato nei bordelli legali di Edimburgo. C'era il traffico di eroina, il proprietario era brutale, un demonio, insisteva perché non si usasse il preservativo con certi suoi clienti. Se non lo facevi, eri cacciata" Fiona Broadfoot, sopravvissuta alla prostituzione. http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=GsUo_RYR-nY
 
" Sarebbe come lasciare la porta aperta a tutte le porcherie e a tutti i traffici. Si lasciano le ragazze in stato di reclusione fisica e psicologica:   hanno ancora meno contatti con il mondo esterno e con le associazioni" assicura l'ex prostituta. "Sul marciapiede, sei tu a scegliere i clienti. Non nei bordelli. Nel bar dove lavoravo in Belgio, ho visto ragazze distrutte dopo l'uscita del cliente" http://www.prostitutionetsociete.fr/temoignages/roselyne-dix-ans-de-trottoir?lang=fr
 
"Le case chiuse? La soluzione peggiore : un vero e proprio macello in un posto chiuso. E alimenta lo sfruttamento della prostituzione" dice Ulla, la pasionaria della rivolta di Lione del 1975. http://8mars.info/ulla
 
"Vorreste contenere la prostituzione nei bordelli legali e nelle agenzie di escort controllate, occultando il  fatto che dietro le porte chiuse  i clienti dispongono di più tempo e di maggiore intimità per essere violenti e che la grande maggioranza delle prostitute sono assassinate negli spazi chiusi e non all'esterno.  Noi denunciamo ad alta voce questi pericoli quotidiani e continuano ad ignorarci"  Rebecca Mott sopravvissuta alla prostituzione e scrittrice http://www.sisyphe.org/spip.php?article4090
 
"Se una donna viene picchiata, è molto improbabile che ciò accada all'esterno e soprattutto sotto gli sguardi altrui. No, le donne sono picchiate  negli spazi chiusi, in posti che dovrebbero essere sicuri.
Mi si spezza il cuore e mi viene voglia di urlare a pieni polmoni se penso che un numero sempre crescente di organizzazioni sostiene che il modo migliore di "aiutare" le donne prostituite consista nella legalizzazione dei bordelli e degli altri modelli di prostituzione al chiuso. Questa posizione è così ingenua e pericolosa!"
"La maggior parte delle donne e delle ragazze prostituite che sono state assassinate sono morte dietro porte chiuse. Sono ammazzate a casa del cliente, sono ammazzate negli hotel, sono ammazzate al piano superiore dei clubs.
Le donne e le ragazze che sono prostituite negli spazi chiusi vivono con il rischio reale di essere assassinate o di scomparire, come è accaduto a tante prostitute.
Merda, non c'è discriminazione! Si corrono tanti rischi di  essere assassinate o di sparire  sui marciapiedi quanti se ne corrono negli spazi chiusi. [..] Rebecca Mott, sopravvissuta alla prostituzione.
 
"Si creerà un sistema industriale di sfruttamento della prostituzione  cui  le prostitute difficilmente riusciranno a sfuggire" "Nel 1946 le case chiuse erano luoghi di diffusione delle malattie.  [..] Ho vissuto l'epoca delle case chiuse: una cosa veramente spaventosa. Sono prigioni. Dovete avere continui rapporti sessuali. Non c'è nient'altro" (Inchiesta sulla prostituzione a Parigi- Archivio INA, 17-6-1990 Telegiornale) Si tratta di un reportage che mostra la reazione delle prostitute alla dichiarazione dell'ex Ministra della salute  del governo Sarkozy Michèle Barzach, che aveva proposto di riaprire le case chiuse per lottare contro l'Aids. http://www.youtube.com/watch?v=-No5JtkkhTo
 
"Per me  è ancora più pericoloso che in strada. In auto, se urlate, qualcuno può sentirvi. Ma in un bordello siete chiuse in una stanza, non c'è una videocamera e non è consentito al padrone intervenire. Siete sole. Ad ogni modo, il padrone non dirà nulla per non rovinare la reputazione del locale. Conta solo il business"http://www.prostitutionetsociete.fr/temoignages/fiona-1-2-le-mec-paye-il-fait-ce
"Quel bar [dove si pratica la prostituzione] impiega personale senza permesso di soggiorno, in quell'altro circola eroina...Bisogna far finta di non vedere niente, di non capire quel che sta acca dendo. Non bisogna mai aprir  bocca. Se vedete il padrone offrire cocaina alle ragazze per riuscire a farcela, dovete far finta di non aver visto niente. Se vedete una ragazza in stato comatoso, una ragazza drogata o che non riesce a svegliarsi, vi conviene fuggire  anziché restarle a fianco"  http://www.prostitutionetsociete.fr/temoignages/fiona-2-2-dans-le-mili
 
Testimonianza di Jaime. Prostituzione nei bordelli legali del Nevada
Regola 1: Tutte le ragazze sono disponibili 24 ore su 24  e sette giorni su sette.
Regola 4: Non siete autorizzate ad abbandonare la stanza dove lavorate.
Regola 7: Siete autorizzate soltanto a fare una telefonata di due minuti alla settimana e non siete autorizzate a riceverne.
Regola 2: Il solo rapporto che potete rifiutare è quello anale.
Quando avevate un cliente, eravate obbligate a fare tutto ciò che voleva. Una volta sole nella stanza con il vostro cliente, non avevate alcuno strumento di difesa contro di lui. A più riprese, diverse ragazze furono brutalmente picchiate e stuprate dai clienti, ma poiché questi pagavano, il proprietario della casa chiusa fece finta di niente.
Era assolutamente vietato usare i preservativi, a meno che lo chiedesse il cliente.
Non era ammessa alcuna giustificazione che consentisse di non "lavorare". Un giorno ero molto malata, avevo la febbre, un'infezione vaginale e lesioni alla vagina per eccessiva attività sessuale. La padrona disse che la mia bocca era sana e che avrei lavorato con i clienti che volevano una fellatio. http://membres.multimania.fr/survivantes/Jayme.htm
 
"In realtà, si lavora 24 ore al giorno. Disponibili a tutte le ore del giorno e della notte [...] Se arriva un cliente alle tre del mattino, bisogna andarci. Il denaro non lo vedevo nemmeno. Ti passano qualche vestito e i prodotti igienici, che vengono decurtati dal guadagno. Il denaro non l'ho neppure toccato. Non  si esce mai.
Per un mese e mezzo non sono mai uscita. Passavo dalla stanza da letto al bar. In penombra, senza vedere la luce del giorno" http://www.prostitutionetsociete.fr/temoignages/monika-un-bordel-en-l-an-2001
 
"Avendole provate, posso dire che le case chiuse non costituiscono una soluzione al problema dello sfruttamento della prostituzione. Ho lavorato in una casa chiusa a Lussemburgo e in una a Stoccarda. Sono luoghi in cui i magnaccia sono al riparo dalla possibilità di essere arrestati. E le ragazze lavorano ininterrottamente, tutti i giorni,  dalle 8 del mattino alle 4 del mattino seguente. Non hanno il diritto di uscire o possono farlo solo se accompagnate dal tenutario o dalla tenutaria" (Ulla, http://www.brain-magazine.fr/article/reportages/77-Paroles-de-Prostitu%C3%A9es )
 
 
 
 

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