martedì 11 agosto 2026

I CLIENTI ONLINE DELLA PROSTITUZIONE IN ITALIA

I CLIENTI ONLINE DELLA PROSTITUZIONE IN ITALIA


 



 

Ho svolto due-tre anni fa un'amplissima ricerca sui prostitutori-clienti online italiani della prostituzione di cui vi propongo qua l'indice e, se l'iniziativa avrà successo, nei giorni successivi anche stralci sulle sezioni più interessanti. Può darsi, infine, che pubblichi su questo blog l'intero lavoro. Vedremo. Per il momento non diffonderò lo studio sui social network. In seguito, si vedrà.

 

 

INDICE

Quanti sono i clienti? p.1

I forum, p.19

Profilo socio-demografico dei clienti, p.23

Dati relativi al ricorso alla prostituzione, p.28

Analisi dei forum, p.33

Sinonimi di donna in situazione di prostituzione impiegati nei forum, p.33

La mercificazione delle donne in situazione di prostituzione, p.37

L'assimilazione al cibo, p.55

La donna missile, p.59

Il sesso nei verbi: merce, guerra e umiliazione, p.62

Consumo di pornografia, p.64

Misoginia, p.76

La donna ideale, p.97

Maschilismo, p.107

Ostilità nei confronti degli altri uomini e aggressività all'interno della comunità, p. 119

 I motivi del ricorso alla prostituzione, p. 121

 

 SECONDA PARTE

 LE "RECENSIONI"

 

La prostituzione in strada

I motivi del ricorso alla prostituzione all'aperto, p.135

Le ordinanze anti-prostituzione, p.136

Le recensioni, p.141

Descrizione fisica delle donne in condizione di prostituzione, p.144

Atti sessuali, p.149

La prostituzione al chiuso, p.158

GFE: l'"esperienza della fidanzata", p.170

Bordelli: tra eterotopie e supermercati, p.174

Bordelli in Svizzera, p.184

Bordelli   in Austria, p. 193

Turismo sessuale, p.202

Il turismo sessuale in Thailandia, p.205

La tratta e lo sfruttamento della prostituzione. Attitudini dei clienti online, p.227 

Malattie sessualmente trasmissibili, p.245  

La violenza, p.249

La violenza nella prostituzione, p.270

Il femminicidio, p.270

Femminicidi di donne in  condizione di prostituzione in Italia, p.274

Violenza sessuale, fisica, psicologica, p.279

AFRICA

Benin, p.279   

Burkina Faso  e Togo, p.280

Camerun, p.281

Costa d'Avorio,  p..282

Ghana, p.282

Nigeria, p.283

AMERICA

Messico, p.284

USA, p.285

ASIA

Armenia, p.285

Cina, p.285

India, p.286

Iran, p.286

Thailandia, p.287

EUROPA, P.287

Croazia, p.287

Federazione Russa, p.287

Germania, p.289

Gran Bretagna, p.289

Romania, p.290

Svizzera, p.290

Turchia, p.291

La violenza nei confronti delle donne in condizione di prostituzione in Italia, p.291

Qual è l'impatto della legislazione abolizionista sul tasso di violenza? p.294

La violenza dei clienti nei confronti delle donne non coinvolte nella prostituzione, p.306

Le cause della violenza, p.311

Oggettivazione sessuale e mercificazione, p.312

Il consumo di pornografia, p.313

Il diritto al sesso, p.314

La stigmatizzazione, p.316

Il modello di confluenza dell'aggressione sessuale, p.317

Differenze fra i clienti della prostituzione e gli altri uomini, p.319

Conclusione, p.321-323

 

 

 

 


giovedì 30 dicembre 2021

 


Ma che ci faccio qui? Io, ex cliente di prostitute, diventato abolizionista

 

di Jean-Marie Blanchard -   

 

Ho cominciato ad andare a prostitute a 22 anni circa. Un inizio piuttosto atipico, visto che la maggior parte dei clienti sono uomini sposati con figli. Non piacevo molto alle ragazze e mi concentravo sul mio dolore per il quale ritenevo di meritare una sorta di risarcimento. E' così che ho avuto il mio primo rapporto sessuale, con una prostituta.

Andavo a Parigi, in via Saint-Denis, una o due volte alla settimana. E' durato un mese. I primi rapporti costavano circa 50 euro, poi alcune hanno finito per propormi una tariffa di 30 euro senza che io chiedessi nulla.

Di fronte a questa riduzione di prezzi, ho capito che quelle ragazze erano sfruttate dai prosseneti, costrette ad avere ogni giorno molti rapporti. Allora ho smesso immediatamente di andare con le prostitute che esercitavano in strada. Erano in maggioranza Nigeriane anglofone. Non c'era alcuno spazio per la conversazione; l'imperativo di moltiplicare i clienti impediva qualsiasi interazione non meramente sessuale.


Le escorts sfruttate dai prosseneti non sono rare

Ho contattato allora delle escorts in Internet, pensando che la mia richiesta fosse banale, che queste donne fossero libere e che a loro piacesse avere rapporti con gli sconosciuti. Fandonie che i clienti si raccontano per legittimare i propri atti. Così mi sono reso rapidamente conto che la realtà era molto meno sfolgorante.

Nel corso dei rapporti pagati ad ore e non ad atto, alcune mi raccontavano a volte la loro vita. Il loro passato complicato, la loro infanzia e altri fattori che avevano condizionato il loro ingresso nella prostituzione.

Non sono poche le escorts sfruttate dai prosseneti. I Sudamericani, ad esempio, si trinceravano dietro una sedicente mutua assistenza per affittare il loro alloggio alle compatriote e intascare una percentuale sui rapporti sessuali. Gli articoli di stampa che ho letto all'epoca non lasciavano margine ad ambiguità su questa questione.

Il mio egoismo continuava ad imporsi e non potevo impedirmi di ritornare dalle escorts. Non ne ero affatto contento, ma non avendo alcuna relazione, mi dicevo che era sempre  meglio che restare da soli. Una solitudine prodotta principalmente dalla mia introversione. I miei fallimenti con le donne mi rendevano misogino e impermeabile all'idea di dover compiere degli sforzi per rendermi attraente.


Avevo la sensazione di abusare della situazione

Le escorts mi facevano spesso capire di non esercitare la prostituzione per la gioia di farlo. Avevo l'impressione di abusare della situazione, di essere l'artefice di un processo distruttivo. Neppure le Girlfriend experience che simulavano il desiderio, l'affetto e l'attenzione riuscivano più a convincermi che la prostituzione fosse un'attività banale.

Mi sono detto che era necessario che fissassi una data per dare un taglio a questa pratica e che meritavo ben altro che questa sessualità da stupidi. Ho smesso per la prima volta nel 2003, sei mesi dopo aver iniziato. Ci sono tuttavia ricaduto due volte nel 2004, poi altre due volte l'anno successivo.

L'ultima volta ero nel letto di una donna che mi raccontava la sua infanzia dolorosa. Poi, mi ha fatto capire che io ero l'esatto opposto del suo tipo di uomo. Mi sono immediatamente detto: "Ma che ci faccio io qui?" e ho smesso definitivamente di avere rapporti mercenari.

Successivamente, mi sono tenuto lontano da questo mondo, che mi ha tuttavia raggiunto, grazie alle amicizie intessute qua e là. Le confidenze che ho raccolto riecheggiano il contenuto delle ricerche della dottoressa Judith Trinquart e della psichiatra Muriel Salmona, la cui lettura ha confermato le mie prime impressioni. Carenze affettive e abusi sessuali sono potenti fattori che determinano la scelta prostitutiva. Attività globalmente nociva per chi la pratica, fatta eccezione per una minoranza di persone.


L'approccio più efficace è la penalizzazione dei clienti.

Sono diventato un militante abolizionista da un anno e mezzo, grazie al contatto con la persona che è diventata la mia migliore amica: un'ex prostituta che chiedeva 300 euro per ogni ora di rapporto. Malgrado condizioni di esercizio della prostituzione apparentemente buone, l'esperienza l'ha pesantemente traumatizzata. Dopo aver studiato le politiche adottate dagli Stati vicini, ci siamo resi conto che l'approccio più efficace, o, comunque, il meno cattivo, era la penalizzazione dei clienti delle prostitute. Il regolamentarismo tedesco o catalano ha prodotto risultati spaventosi.

Nel 2002 non mi sarei rassegnato ad essere punito. Mi sarei senza dubbio recato nei bordelli dei Paesi confinanti, dove le donne esercitano la prostituzione in condizioni atroci. Ma dopo aver frequentato come amico alcune donne che si prostituiscono e aver constatato gli effetti traumatici che tale pratica produce, non posso che essere favorevole alla penalizzazione dei clienti. Il nostro Paese resta maschilista. E' illusorio sperare che gli uomini si responsabilizzino e scoprano l'empatia.

La legge avrà dunque un impatto pedagogico e può servire da leva per l'uscita dalla prostituzione delle persone che lo desiderano. A condizione, tuttavia, di destinare a questo scopo una somma ben superiore a quella prevista oggi.

E' essenziale chiarire che il corpo delle donne non deve essere una merce. Anche se una minoranza di prostitute è felice, la maggioranza ne esce rovinata, se non distrutta. Constatazione che mi induce ad affermare che la prostituzione è una questione molto importante  perché distrugge la salute e il benessere di chi la pratica.

Il mio ideale è la fine graduale del sesso mercificato, nel quale l'uomo compra (con denaro materiale o simbolico) una donna-oggetto. Io sono favorevole ad una sessualità fondata sul desiderio e sul piacere, in modo tale da  eliminare questi vetusti comportamenti che condizionano le nostre scelte sessuali.